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Una consegna speciale nella città del futuro

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Una cabina rivoluzionaria, con un’apertura che regala una sensazione di spazio e offre piena visibilità sulla piattaforma di carico

Con più di 100 consegne al giorno da effettuare nella propria area, l'addetto alle consegne deve essere veloce ed efficiente, ma deve affrontare un ambiente inospitale, con traffico intenso e pericoli inaspettati. Inoltre, poiché le città devono rispondere alle esigenze di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, i progettisti del traffico urbano stanno cercando di capire come inserire al meglio le attività di trasporto e consegna delle merci all'interno di un mondo più verde e sostenibile. Tutto questo andrà ad influire sul design, sulle funzioni e sulla produzione dei veicoli commerciali.

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Uno disegno iniziale del concept Vision

​Per Iveco, una parte di questo futuro sostenibile è già arrivato, interpretato dal nuovo Iveco Vision, un veicolo commerciale leggero presentato a settembre 2014 in occasione del Salone Internazionale dei Veicoli Commerciali (IAA) di Hannover. Prototipo funzionante sviluppato in collaborazione con il gigante della logistica DHL, Iveco Vision è equipaggiato con un motore a doppia alimentazione elettrico/ibrido che vanta delle notevoli prestazioni. Nella modalità elettrica, il furgone può viaggiare a 50 km/h per una distanza di 40 km, offrendo abbondantemente la possibilità di spostarsi dai centri di distribuzione fuori città, in direzione e all'interno dei centri abitati a emissioni zero e viceversa, mentre la modalità ibrida garantisce un’efficienza dei consumi fino al 25% in più.

“La modalità ibrida garantisce un’efficienza dei consumi fino al 25% in più.”

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Il furgone Vision, la “visione” di Iveco sul futuro delle consegne urbane

​Sul tetto sono presenti pannelli solari, che vanno ad alimentare la batteria elettrica, e la pressione dei pneumatici viene regolata automaticamente in base al peso del carico, un'altra caratteristica che permette di risparmiare carburante, aumentando anche la sicurezza. Nel vano di carico, un sistema di gestione delle merci aiuta ad assicurare che i pacchi siano stivati nell'ordine più efficiente, e un sistema di contenimento flessibile li blocca impedendo che vengano danneggiati durante il trasporto. Inoltre, l'accesso diretto dal posto di guida all​a zona posteriore di carico aumenta la sicurezza per il conducente. La porta posteriore si apre verso l'alto, riparando conducente e carico in caso di cattivo tempo.

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La rivoluzionaria piattaforma di carico progettata per facilitare i compiti del conducente

​Nella cabina, il parabrezza avvolgente offre una visibilità a 360°, mentre i montanti laterali presentano degli intarsi per ridurre i punti ciechi. Per migliorare il lato logistico del lavoro, il mezzo abbonda di tecnologia, dal GPS al sistema di tracciamento automatico dei pacchi, all'identificazione del conducente. Ma i progettisti hanno anche pensato al benessere e alla sicurezza dell'autista. I sensori sul volante rilevano sudorazione, temperatura e battito cardiaco del guidatore, tutti indicatore di stress, mentre il computer di bordo può monitorare l’intensità di accelerazione e di frenata per ricercare segnali di stanchezza.

Per Ivan Calaon, Responsabile del Progetto Vision, all’interno delle attività di Iveco nella funzione Innovazione di CNH Industrial, Vision è un sensore viaggiante, che invia informazioni all'autista, al gestore della flotta, alle infrastrutture che lo circondano e agli altri veicoli. “Si tratta di un elemento importante della catena per far sì che il traffico sia scorrevole ed efficiente la distribuzione delle merci”, afferma Calaon. “Questo significa che i cambiamenti possono essere gestiti in tempo reale, e che tutti i soggetti coinvolti possono prendere le decisioni migliori e comunicarle, per per ottimizzare l'efficienza. Stiamo inoltre diminuendo il carico cognitivo del conducente, riducendone lo stress, con il risultato che si traduce in meno incidenti.”

Sebbene Iveco Vision sia un prototipo, molta della sua tecnologia è già vicina alla produzione e Iveco si aspetta di averne una versione prodotta su larga scala entro tre anni. Ma gli ingegneri non “riposano sugli allori”. Calaon afferma: “Stiamo lavorando su dei sistemi adattativi per realizzare un veicolo che può cambiare in termini di trazione e modularità. Sarà flessibile e adattabile a qualunque attività gli venga richiesta durante il ciclo di vita.”

Abbiamo davvero una Vision del futuro.

“Vision è un sensore viaggiante, che invia informazioni all'autista, al gestore della flotta, alle infrastrutture che lo circondano e agli altri veicoli”